
“VUOI ANDARE A FARE SHOPPING OGGI? – IO SONO SEMPRE A FARE SHOPPING!”
In un’intervista pubblicata su Adweek due giorni fa, la VP of Marketing di Facebook ha rivelato alcuni insight sui comportamenti dei consumatori e sui nuovi percorsi d’acquisto, in particolare nell’industria food. «In Facebook diciamo che le persone non vanno più a fare shopping. Le persone sono sempre a fare shopping. E per quanto riguarda il mondo del food e della ristorazione, le persone non “escono a mangiare” semplicemente. Gli smartphone hanno fatto sì che le persone pensino costantemente al cibo».
Questo perché la tecnologia ha creato consumatori completamente in controllo, che desiderano avere una varietà di prodotti a portata di mano. Se vedono qualcosa che non è rilevante per la loro vita, lo filtrano. E se in quel momento hanno “fame”, lo smartphone permette loro di passare dalla fase di awareness all’acquisto in un attimo. Questo fenomeno non riguarda solo il food, ma è ormai evidente ovunque, soprattutto nella moda e nei beni di largo consumo.
Cosa significa per noi marketer?
Come possono quindi i marketer capire cosa è davvero rilevante per questi consumatori “empowered”? Si tratta di dare più peso ai momenti che vanno oltre l’istante in cui il cliente è “affamato” di un nuovo prodotto.
Poiché i consumatori si sentono potenti, con l’illusione e la percezione che qualunque cosa sia accessibile e a portata di mano, il legame con il singolo prodotto che acquistano è molto debole. La chiave è creare una brand experience capace di generare valore nel lungo periodo.